Dopo una nottata affatto tranquilla mi ritrovo con gli occhi sbarrati alle 6.00 del mattino.
Incubi, brutti pensieri, ricordi dolorosi, stanotte tutto è affiorato, così, senza che potessi far nulla per cessare il flusso di negatività.
E la mattinata che prospettavo iniziare con un gran sorriso si apre con tanta amarezza.
Credo che sia tutta "colpa" della lite di ieri sera con mia mamma e mio marito, loro pensano per un dolce, io dico che è per mancanza di attenzione (ma questa non è nemmeno la parola giusta) nei miei riguardi.
Improvvisamente non riesco che a pensare a quante volte mi sono sentita dire, da ragazzetta, "Mi hai deluso" o "Mi deluderesti" per vere stupidaggini; un uso improprio e sbagliato di un termine tanto forte, che ha lasciato il segno.
Io non uso mai questa parola nè con mio marito nè con mia figlia, perchè credo che se mai mi deluderanno dovranno averla fatta davvero grossa.
Ho dovuto subire l'ennesimo "Mi hai deluso" da mio padre un anno fa, la persona che mi aveva fino ad allora sempre detto che credeva in me e che era orgoglioso, la frase che più mi ha fatto male nella vita finora, perchè detta da lui, perchè è stata una verità che proprio non mi aspettavo.
Un bel giorno mi piomba in casa, facendo oltretutto oltre 300 km, e a seguito di una lite nata dal mio pensiero (che confermo) che l'entroterra marchigiano è arretrato e un terreno più che povero per i giovani, costretti a una misera vita o ad andarsene, spara la bomba.
"Mi hai deluso su tutta la linea!" testuali parole che dalla memoria non si cancellano.
Su tutta la linea... e pensare che io sono serena così anche se ho lasciato indietro dei desideri, che restano tuttavia relizzabili, come la laurea e un posto di lavoro decente.
Pensavo potessero trovarsi contenti con una figlia che alla soglia dei 27 anni aveva messo la testa a partito, sposata da 3 anni, con una bimba da amare (dando loro una nipotina quindi), indipendente (da loro) economicamente, distante quindi senza pretese; e invece questo non andava bene.
Chissà cosa si aspettavano da me, forse la laurea per i 25 anni, un posto fisso ben retribuito, una carriera da urlo... ma qui? Sogni! In Italia, attualmente, questi sono sogni.
I giovani sì si laureano e lavoricchiano ma a 30 anni ancora stanno ancorati al mantenimento di papà e alla sottana di mammà, 'na vergogna secondo me.
Tanto di cappello a chi si sposa (la convivenza non presuppone lo stesso impegno) e lotta per arrivare a fine mese, per crescere i figli, per diventare adulti prima che l'età anagrafica dica loro che sono di mezza-età.
Ora che per cause che non sto qui ad elencare sono costretta a vivere nel paese dei miei geinitori e suoceri, da loro mi aspettavo ben altro, ma sono sola come ero a 300 km da qua, sola fisicamente e affettivamente, ma non per questo mi hanno deluso.
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